Guido da Bussana, il cui vero nome é Guido Giordano, é il decano degli artisti bussanesi. Nato a Palermo, a quattordici anni interrompe gli studi (che concluderà in seguito) per lavorare come apprendista in una bottega di restauri artistici, cominciando a dedicarsi alla pittura. Trasferitosi a Roma, diviene per un certo periodo aiuto scenografo al Teatro Brancaccio, entrando in seguito nell’amministrazione dello Stato, dove ricoprirà importanti cariche. Dopo un lungo periodo trascorso nella capitale, Guido decide di abbandonare il suo impiego nell’amministrazione pubblica. Risale a questo periodo (metà-fine anni Sessanta) il suo primo contatto con Bussana, dove tuttora vive e lavora.
Fedele a una concezione lirica dell’arte, Guido da Bussana pratica una pittura rara che, per la scelta dei soggetti e la tecnica adottata, si riallaccia direttamente ai maestri dell’ Ottocento italiano. Le figure presentano una stilizzazione sfumata, un luminismo sensuale che scioglie la materia intorno ai corpi e ai volti e conduce la forma romantica sino quasi ai limiti dell’evanescenza. L’intima coerenza dell’opera di Guido e la perfetta rispondenza fra significante e significato rendono i suoi quadri altrettanti segni di un universo culturale consapevolmente inattuale, che tende a ricondurre l’arte alla funzione di rivelazione e di elevazione dell’individuo che il Romanticismo le aveva assegnato.


Nasce nel 1934 a Noto (Siracusa). E’ fra i primissimi protagonisti della comunità artistica di Bussana Vecchia. Ha vissuto un’ infanzia travagliata dalle persecuzioni razziali del regime fascista e da una grande povertà, che lo ha portato a soli nove anni, a lavorare in una fattoria come pastore. Costretto da gravi problemi di salute a essere ricoverato in diversi istituti, si trasferisce a Milano, dove lavora come meccanico. Risalgono a questo periodo le sue prime composizioni poetiche. Nel 1961 visita Bussana e vi si trasferisce divenendone uno dei membri più attivi.
Pittore svizzero scomparso qualche anno fa. E’ stato colui che a Bussana ha incarnato, più di chiunque altro, l’immagine dell’artista maudit.


Il Tamburaio e le sue storie è un atelier di arte povera ed arte etnica con un ampio assortimento di artigianato vario in legno, cuoio e altro. Si effettuano inoltre fabbricazioni e riparazioni di percussioni e didjeridoo, corsi di percussioni afro e didjeridoo, stage di percussioni e molti altri strumenti.
Natty Ashton realizza bambole. In passato ha lavorato a Bussana Vecchia, attualmente vive in California.